venerdì 4 dicembre 2009

Castelluccio di Norcia : non solo lenticchie.

La scusa è quella di provare il camper, ci serve un posto non troppo lontano né eccessivamente vicino per collaudare il nostro nuovo mezzo di locomozione da vagabondi.

Il susseguirsi dei nudi monti stranamente ondulati come
colline, mai a punta ma piuttosto arrotondati sulle cime, aggrappati al suolo pietroso con dita che affondano come radici per proteggere quello che una volta era il fondo di un lago, a me ricorda ogni volta un mondo quasi irreale, giusta ambientazione per leggende o storie di maghi ed indovini. Soprattutto a fine novembre, quando la brutta stagione fa sì che il vento sposti le ombre delle nuvole creando l'unica traccia di vita di questa meravigliosa landa desolata di 20 km quadrati e a 1400 metri di altitudine, e dove le tinte ormai scurite ma lo stesso stupefacenti della brulla vegetazione caratterizzano l'inizio dell' inverno ancora senza neve dei Piani di Castelluccio.
Non c'è traccia nemmeno nei ricordi dei colori dell'estate : ora al posto dei gialli, dei rossi , dei bianchi e dei viola dei fiori non ci sono altro che le sfumature della terra che dal marrone cupo arrivano a schiarirsi fino all'ocra, regalandoci nel mezzo le macchie d'argento, di grigio e un tono di verde scurito dal freddo dei rari sempreverdi presenti.
Nessuno ha ora il coraggio di gettarsi con il deltaplano, lo sport per
eccellenza di questo posto senza ostacoli naturali e neanche di fare le classiche passeggiate a cavallo o innocue camminate nella natura ...

Alzando lo sguardo, solo un mucchietto di case grigie che rivestono una "collina" (nemmeno troppo alta) ad interrompere la sequenza dei monti, è il paesino deve siamo passati prima (Castelluccio, appunto) per poi scendere sul fondo di un mare senza suono, se non quello unico del vento.

Siamo soli per tutta la mattina, solo un cane che sembra un lupo si avvicina, e noi a lui.

La mia speranza è che la descrizione del luogo abbia reso l'idea, perché sarà richiesta la partecipazione della vostra immaginazione per dare vita al luogo magico, dato che noi non abbiamo portato la macchina fotografica... Vi aiuteranno o vi distoglieranno le foto che seguiranno, vecchi scatti di un'estate affollata e tinta dalla cosiddetta fioritura delle lenticchie (anche se a fiorire non
sono loro ma i fiordalisi, i papaveri, i ranuncoli e le margheritine che crescono insieme in una meravigliosa simbiosi) e di un autunno inoltrato ma non ancora incupito.
Potrete scegliere la vostra stagione per visitare Castelluccio di Norcia, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini nella Valnerina. E' il primo paesino dell' Umbria che si incont
ra appena lasciate le Marche, provenendo da Castelsantangelo sul Nera .
Poi noi abbiamo proseguito verso ovest, per andare incontro al lago Trasimeno e ai suoi deliziosi borghi medievali.

http://www.castellucciodinorcia.it/italiano/castelluccio_norcia.htm






domenica 22 novembre 2009

Triora, tra nuvole e montagne incantate

Dopo mesi mi sono finalmente ricordata di scrivere la recensione dell'Albergo Colomba d'Oro che avevo promesso ai gestori su Trip Advisor. A questo punto posso anche stendere il mio piccolo reportage!! Pensate ad un soleggiato 19 giugno, il mio compleanno, che corrisponde ad un venerdì feriale e a un KTM Adventure arancione e blu che sfreccia sulla Milano-Genova. Traffico zero. Destinazione: Triora, borgo medievale nell'entroterra ligure nota come il Borgo delle Streghe.
Dopo una breve tappa-gelato con passeggiata sul lungomare ad Arma di Taggia ci dirigiamo alla nostra meta attraverso la verde Valle Argentina.

Strettissima, con alte sponde coperte di vegetazione, un torrente scorre alla nostra destra e si susseguono piccoli e pittoreschi paesi.

Tornanti piacevolissimi da percorrere in moto, se siete in sella insieme a un centauro che non insegue per forza l'ebbrezza dell'eccessiva velocità.

Triora si trova su una cima, il nostro albergo, un incantevole convento del Cinquecento, è appena fuori dal paese ed offre un panorama che ristora e consente di immergersi in un immediato relax.

La mattina dopo siamo pronti per andare a scoprire Realdo, un angolino remoto di mondo dove mi comprerei tanto volentieri una seconda casa.

Ci attardiamo tra i vicoli sassosi, dove ogni cosa ha il colore della pietra e si è perso il senso del passare del tempo. Acquistiamo il necesario per i panini nell'unico minimarket e ci prepariamo ad affrontare un promettente itinerario in fuoristrada!!

Percorriamo un cerchio sulle colline intorno a Triora, che si chiude nella parte alta del paese e si snoda per un sentiero pietroso, attraverso una galleria buia elettrizzante, oltre un piccolo ruscello fino all'area del nostro pic-nic.

Nuvole come fiocchi di cotone grigio si avvicinano quasi fino a poterle toccare e mentre le osserviamo iniziano a cadere grossi goccioloni! Il mio battesimo dell'acqua in moto... infiliamo in fretta e furia i pantaloni antipioggia e ci precipitiamo giù fino a Triora sotto una pioggia battente.

Il seguito si riassume bene in questa foto... :-)))



Finito il temporale ci apprestiamo a visitare il borgo, in un'atmosfera umida, vespertina, tra goccioline sospese che ben si adattano alla fama del posto. Credo che la nostra visita, in altre condizioni, non sarebbe stata altrettanto suggestiva.

Ma ora devo interrompermi per preparare la cena: appuntamento nei prossimi giorni!!!

giovedì 3 settembre 2009

Viaggiare con gli occhi dell'anima

Ho conosciuto Cinzia alcuni anni fa, tramite un caro amico comune (che adesso è uno dei nostri lettori fissi!!).
Una delle prime occasioni in cui ci siamo incontrate è stato "Dialogo nel buio". Era il giugno del 2006, me lo ricordo perché il giorno dopo partivo per la mia prima trasferta in Giappone. Aveva prenotato mesi prima, perché ci vuole un notevole preavviso, ed io ho avuto la fortuna di fare parte del gruppo dei partecipanti.
Si tratta di un'iniziativa dell'Istituto dei Ciechi di Milano (www.istciechimilano.it), che si trova in Via Vivaio 7.

Naturalmente in questo post non ci sono foto.
Non è indispensabile vedere solo con gli occhi, questo è quello che si impara qui: tutti gli altri sensi possono contribuire alla percezione del mondo che ci circonda.
Dialogo nel Buio è un percorso che avviene completamente al buio, sotto la guida di un non vedente, attraverso ricostruzioni degli ambienti che ci ospitano ogni giorno: il parco, una via con tanto di attraversamento pedonale e rumoroso cantiere stradale, una casa… non vorrei dirvi tutto per non togliervi il piacere della sorpresa, se decideste di andare.
Per me è stata un'esperienza illuminante per quanto riguarda le difficoltà che chi non vede incontra e supera ogni volta con l'aiuto del tatto, dell'udito ed anche dell'olfatto, sensi che a mio parere siamo abituati a sottovalutare rispetto alla vista, ma che durante questa esperienza risultano come amplificati. Non si può non uscirne cambiati.

Nei prossimi mesi Cinzia si dedicherà ad un progetto di vita ben più importante di questo blog e non so se troverà il tempo anche per scrivere. Con questo ricordo vi ho detto io qualcosa di lei, in attesa che possa farlo lei stessa.
Nel frattempo io e Roberta porteremo avanti il nostro piccolo diario di viaggio.

mercoledì 1 luglio 2009

Un itinerario veloce veloce

Avete un pomeriggio da impiegare e vi va di camminare in mezzo alla natura, nonostante umidità ed insetti vari??? Il Parco del Ticino è quel che fa per voi! Ad una mezz'oretta soltanto da Milano, offre diversi percorsi da fare a piedi o in bicicletta o volendo anche a cavallo.
Noi abbiamo preso la Milano-Torino e siamo usciti a Mesero-Marcallo, seguendo poi la S.S. 336, uscita Mesero Nord/Cuggiono Sud. Si arriva a Cuggiono e da lì si prosegue per castelletto di Cuggiono: non potete sbagliare, è quasi tutta dritta ed ai bivi trovate sempre cartelli, che in prossimità della meta indicano addirittura il fiume Ticino. Arrivati al semaforo davanti al ponte che attraversa il Naviglio, a senso unico alternato, esiterete magari un po' come noi, chiedendovi se ci possono passare anche le macchine.... ebbene sì, basta attendere il verde e via, fino in fondo alla strada che finisce in un piazzale ghiaioso dove vi faccio i miei migliori auguri di trovare un posteggio!! se no tornate verso il Naviglio e riattraversate il ponte, anche se poi a piedi è lunghetta.
A questo punto avete due possibilità: o vi stendete sull'asciugamano o stuoia che avrete previdentemente portato con voi insieme ad una bella bottiglia d'acqua e vi rilassate, oppure passeggiate lungo la sponda del fiume, tra sole ed ombra. C'è chi fa il bagno nel fiume e poi prende il sole e chi preferisce stare al fresco in radura, affrontando impavido le formiche e magari leggendo un libro. ... Dopo un quarto d'ora di formiche abbiamo optato per la passeggiata...
Da qui parte un percorso di ca.15 km denominato Sentiero della Padregnana (vedi http://www.parcoticino.it/immagini/mp_padregnana.gif). Lo trovate nella sezione Turismo tra i "Sentieri del parco"... così è nata l'idea per la nostra gita domenicale!!! Peccato solo non aver portato con me la macchina fotografica, ma mi capirete: c'erano 30°C ed anelavo solo a scappare dalla città il più veloce possibile!!!

mercoledì 24 giugno 2009

Candelo (BI)


Ho "scoperto" il Piemonte negli ultimi due anni: una puntatina nel Monferrato, il ponte del Primo Maggio l'anno scorso nelle Langhe, questa primavera un pomeriggio a prendere il sole sul Lago di Viverone credendo di essere al mare e poi... una domenica a Candelo.
Facilmente raggiungibile prendendo l'autostrada A4 per Torino, uscita Carisio e poi S.S. 230 per 20 km fino al bivio per Candelo, da Milano si raggiunge in un'oretta. Questo grazioso paesino è noto per il suo ricetto, molto ben conservato.

Ma che cos'è un ricetto?



Cito dal sito http://www.prolococandelo.it/ricetto_caratteristiche.asp:

Il Ricetto di Candelo è una struttura fortificata sorta per iniziativa e volontà precisa della popolazione candelese allo scopo di conservare e difendere i beni più preziosi della comunità: prodotti della terra, soprattutto vino e granaglie. È sempre stato utilizzato come deposito per i prodotti agricoli in tempo di pace e come rifugio temporaneo per la popolazione in tempo di guerra o pericolo.

Mancano dati precisi circa la sua fondazione e le notizie storiche pervenute sono tarde (...).
Le ipotesi sulla sua origine sono varie, ma tali da farlo risalire ad un periodo compreso tra la fine del XIII secolo e la prima metà del XIV secolo.

Il termine Ricetto, dal latino "receptum" (ricovero, rifugio), indica essenzialmente un luogo difeso, cinto da fortificazioni.

Il ricetto di Candelo si è conservato mantenendo la sua struttura originaria grazie alla sua matrice contadina: fino a tempi recentissimi è stato infatti utilizzato per la vinificazione e la protezione dei prodotti della terra e lo è in parte ancora oggi.


Il ricetto, a pianta pseudo-pentagonale, ha un perimetro di circa m.467 circa e una superficie di mq. 13.000, una larghezza di m. 110 e una lunghezza di m.120. Le cellule sono circa 200, tutte diverse e, tranne alcune eccezioni, di proprietà privata.

La cinta muraria segue tutto il perimetro del complesso tranne il lato sud, ora occupato dal palazzo comunale in stile neoclassico. Le mura sono in ciottoli a spina di pesce con coronamento merlato. Tutto intorno correva il cammino di ronda. Gli angoli del ricetto sono protetti da torri rotonde, in origine tutte aperte verso l'interno per agevolare l'opera dei difensori, il vano cilindrico era infatti suddiviso da impalcature lignee a più piani incastrate nelle buche pontaie.

Le case, prive di fo
ndamenta, sono costituite da vani unici sovrapposti, non comunicanti tra loro: sono le cellule del Ricetto. Il vano a pianoterra (caneva) è una cantina con pavimento in terra battuta, destinata al vino e alle varie operazioni connesse. L'escursione termica su base annuale varia dai 12° ai 15°. Dalla strada si accede attraverso un portale. Il vano al piano superiore (solarium) è un ambiente particolarmente secco ed asciutto, ideale per la conservazione delle granaglie. Vi si accede direttamente dalla rua tramite la lobbia (balconata in legno che poggia sulle travi di separazione tra caneva e solarium), utilizzato per essiccare granaglie. I due vani non sono in comunicazione interna per ridurre al minimo le occasioni di scambio termico.


Un po' di informazioni utili le abbiamo trovate qui: http://www.comune.candelo.bi.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/112 e poi, se volete fare come noi, potete avventurarvi alla scoperta delle Baragge, la "savana" biellese, ancora allo "stato brado" ed oggi Riserva protetta... ma non pensate di incontrare cavalieri che cavalcano senza sella oppure un Brad Pitt uscito direttamente da Vento di Passioni!!! Solo campagna, quiete e natura.
Vi pare poco? ;-)))

domenica 21 giugno 2009

I love shopping (ma non solo...)

A 15 km dal mare e a 50 dall'appennino, beatamente appollaiato in una delle colline del fermano, c'è Montegranaro, il mio paese. Destinazione piuttosto insolita : promessa mantenuta!
Forse siete già in vacanza in Adriatico, magari a San Bened
etto del Tronto (58 km) o a Porto San Giorgio (24), oppure a Civitanova Marche (15) o in una delle spiagge del litorale di Ancona (57). Bene, vi suggerisco una valida ragione per spezzare la languidezza della costa e fare un salto in collina. Inizia il "Tour degli Outlet" !
Centro Internazionale della Calzatura, oggi le nostre qua
lificate e conosciute aziende propongono la vendita al dettaglio dei prodotti (scarpe, ma anche accessori e abbigliamento). Più che altro sono concentrate nella zona industriale di Villa Luciani (ma cercate anche nei dintorni) facilmente raggiungibile dall'uscita di Civitanova Marche dell'autostrada e Montecosaro della superstrada. Tranquilli, non troverete ciminiere e fabbricati squallidi e piatti : i nostri laboratori sono come noi, movimentati proprio come chi è abituato a vivere sulle colline! Preparatevi però al trekking, salite, discese, poche indicazioni ... ma non esitate a chiedere, troverete sicuramente un paesano pronto a darvi una mano nella ricerca.
Nei mesi di giugno/luglio, se l'alternarsi delle colture vi
sarà favorevole, sarete i protagonisti di un vivace quadro di Van Gogh, i girasoli vi circonderanno e tutto quel giallo renderà la vostra visita senz'altro più ... radiosa!Io vivo immersa in questa realtà e vi assicuro che ogni volta mi stupisco ...
I palati più raffinati potranno cercare gli anacronistici artigiani che purtroppo sopravvivono in numero esiguo : nelle loro botteghe prenderanno vita calzature su misura per ogni piede, con la squisita fattura di chi ancora sapientemente fa tutto con il solo ausilio delle proprie mani e della propria esperienza .Ok, ora avete fatto grandi affari e siete pieni di sacchetti e borse. Ma c'è dell'altro, naturalmente. In questo periodo, sempre comunque dopo la prima metà di giugno (quest' anno dal 22 al 28) varrà la pena di visitare il nostro piccolo centro : c'è Veregra Street ! Veregra è il nome che Montegranaro aveva in epoca romana, da 11 anni preso in prestito da uno dei Festival degli Artisti di Strada più importanti delle Marche, che fa vivere e sprizzare di gioia per una settimana intera le vie di solito spente del centro storico. Dalla Mongolia al Kenya, dalla Francia alla Spagna , dall'Argentina al Canada, giocolieri, funamboli e saltimbanchi, teatranti e pagliacci, ballerine e musicanti si esibiranno in numerose performance. Sarete voi a scegliere tra il continuo alternarsi e sovrapporsi degli spettacoli, piccole mostre fotografiche, angoli organizzati dai nostri nuovi multietnici compaesani, bancarelle di artigianato e, perchè no, farvi sedurre da una delle tante "osterie" all'aperto (e non) che serviranno specialità marchigiane preparate da montegranaresi improvvisatisi (ma non a caso!) cuochi e camerieri. E tra un piatto di vincisgrassi e due olive ascolane, potrete aiutare la digestione ballando il saltarello marchigiano o la taranta del salento, suonati da esperti gruppi folkloristici che vi allieteranno anche fino a tardi, se vorrete. Bene, se siete interessati, http://www.veregrastreet.it/ vi illuminerà di più .














Non posso ora non nominare il vero orgoglio di questo paese di 14.000 anime : la Sutor Basket Montegranaro, che milita ai massimi livelli nella serie A. Durante il campionato la domenica pomeriggio il nostro diventa un "paese fantasma", tutti uniti al Palasavelli di Porto San Giorgio per incitare la squadra alla vittoria. Notizie aggiornate su http://www.sutorbasket.it/ .




Che altro ... basta guardarsi intorno per scoprire nei centri limitrofi piccoli borghi da visitare, sagre paesane da assaporare. C'è sempre, in estate, un palio a cui assistere o un festival jazz a cui partecipare ... ma questo fa parte della scoperta, che naturalmente lascio a voi. Sennò che gusto ci sarebbe?





Soprannomi a Montegranaro

In caste epoche che il tempo vanta
Ci fu il battesumu de Ficasanta.

Dei suoi compari questo il casato
Strozzamadonne più Tribbulato.

Odor di lillà questo quartetto
Guzzì, Spuzzì, Puzzè, Cachetto.

Seguono altri diciamoli piano
Troiò, Pasciò, Cennorò, Vaccano.

E dolce in fondo sapor di miele
Sangueamaro, Maligno, Crudele.



L'anni de la vecchia

Marì quant'anni ciai?
Non te lo saccio dì chi l'ha contati !!
Un gorbo a loro e quanno è passati!!




Stornelli di Antonio Chiurchiù, montegranarese contemporaneo.

giovedì 11 giugno 2009

Piccoli nomi

Il mio primo viaggio inizia dal nome : TARA. Una piccola, dolce ragazza nepalese conosciuta a Kathmandu nel '97. Tradotto, significa STELLA. Così mi disse lei tanti anni fa. TaraStella. Ora un portafortuna, sarà la mia seconda identità, oppure un paio di ali che ogni volta indosserò per volare ovunque, anche intorno a me. Seguite i miei, i nostri battiti d'ali ... potreste trovarli interessanti ...

mercoledì 10 giugno 2009

Piccoli viaggi

Potrei citare De Andrè: "Per la sola ragione del viaggio: viaggiare....", ma sceglierò invece di dare un'impronta precisa fin da subito. Per questo viaggio voglio ispirarmi ad una frase di Marcel Proust, La vera scoperta del viaggio non consiste nel trovare nuovi territori ma nel vedere con occhi nuovi. Questo è quello che cercheremo di fare. Andremo a caccia di angoli inusuali, ci inoltreremo su sentieri poco battuti, che sveleranno in parte i loro segreti... ma non del tutto. Perché il piacere della scoperta vogliamo lasciarlo anche a voi, se vi lascerete trascinare dai nostri racconti tanto da decidere di visitare voi stessi i luoghi di cui parliamo!
Il nostro scopo è proprio questo: farvi venire la voglia di partire! Ci muove il desiderio di condividere scorci ed emozioni.

Il frammento, secondo i Romantici tedeschi, è ciò che, restando incompiuto, più si avvicina all'infinito...
Partite con noi.