Dopo una breve tappa-gelato con passeggiata sul lungomare ad Arma di Taggia ci dirigiamo alla nostra meta attraverso la verde Valle Argentina.

Strettissima, con alte sponde coperte di vegetazione, un torrente scorre alla nostra destra e si susseguono piccoli e pittoreschi paesi.
Tornanti piacevolissimi da percorrere in moto, se siete in sella insieme a un centauro che non insegue per forza l'ebbrezza dell'eccessiva velocità.
Triora si trova su una cima, il nostro albergo, un incantevole convento del Cinquecento, è appena fuori dal paese ed offre un panorama che ristora e consente di immergersi in un immediato relax.
La mattina dopo siamo pronti per andare a scoprire Realdo, un angolino remoto di mondo dove mi comprerei tanto volentieri una seconda casa.Ci attardiamo tra i vicoli sassosi, dove ogni cosa ha il colore della pietra e si è perso il senso del passare del tempo. Acquistiamo il necesario per i panini nell'unico minimarket e ci prepariamo ad affrontare un promettente itinerario in fuoristrada!!

Percorriamo un cerchio sulle colline intorno a Triora, che si chiude nella parte alta del paese e si snoda per un sentiero pietroso, attraverso una galleria buia elettrizzante, oltre un piccolo ruscello fino all'area del nostro pic-nic.

Nuvole come fiocchi di cotone grigio si avvicinano quasi fino a poterle toccare e mentre le osserviamo iniziano a cadere grossi goccioloni! Il mio battesimo dell'acqua in moto... infiliamo in fretta e furia i pantaloni antipioggia e ci precipitiamo giù fino a Triora sotto una pioggia battente.
Il seguito si riassume bene in questa foto... :-)))

Finito il temporale ci apprestiamo a visitare il borgo, in un'atmosfera umida, vespertina, tra goccioline sospese che ben si adattano alla fama del posto. Credo che la nostra visita, in altre condizioni, non sarebbe stata altrettanto suggestiva.
Ma ora devo interrompermi per preparare la cena: appuntamento nei prossimi giorni!!!