mercoledì 24 giugno 2009

Candelo (BI)


Ho "scoperto" il Piemonte negli ultimi due anni: una puntatina nel Monferrato, il ponte del Primo Maggio l'anno scorso nelle Langhe, questa primavera un pomeriggio a prendere il sole sul Lago di Viverone credendo di essere al mare e poi... una domenica a Candelo.
Facilmente raggiungibile prendendo l'autostrada A4 per Torino, uscita Carisio e poi S.S. 230 per 20 km fino al bivio per Candelo, da Milano si raggiunge in un'oretta. Questo grazioso paesino è noto per il suo ricetto, molto ben conservato.

Ma che cos'è un ricetto?



Cito dal sito http://www.prolococandelo.it/ricetto_caratteristiche.asp:

Il Ricetto di Candelo è una struttura fortificata sorta per iniziativa e volontà precisa della popolazione candelese allo scopo di conservare e difendere i beni più preziosi della comunità: prodotti della terra, soprattutto vino e granaglie. È sempre stato utilizzato come deposito per i prodotti agricoli in tempo di pace e come rifugio temporaneo per la popolazione in tempo di guerra o pericolo.

Mancano dati precisi circa la sua fondazione e le notizie storiche pervenute sono tarde (...).
Le ipotesi sulla sua origine sono varie, ma tali da farlo risalire ad un periodo compreso tra la fine del XIII secolo e la prima metà del XIV secolo.

Il termine Ricetto, dal latino "receptum" (ricovero, rifugio), indica essenzialmente un luogo difeso, cinto da fortificazioni.

Il ricetto di Candelo si è conservato mantenendo la sua struttura originaria grazie alla sua matrice contadina: fino a tempi recentissimi è stato infatti utilizzato per la vinificazione e la protezione dei prodotti della terra e lo è in parte ancora oggi.


Il ricetto, a pianta pseudo-pentagonale, ha un perimetro di circa m.467 circa e una superficie di mq. 13.000, una larghezza di m. 110 e una lunghezza di m.120. Le cellule sono circa 200, tutte diverse e, tranne alcune eccezioni, di proprietà privata.

La cinta muraria segue tutto il perimetro del complesso tranne il lato sud, ora occupato dal palazzo comunale in stile neoclassico. Le mura sono in ciottoli a spina di pesce con coronamento merlato. Tutto intorno correva il cammino di ronda. Gli angoli del ricetto sono protetti da torri rotonde, in origine tutte aperte verso l'interno per agevolare l'opera dei difensori, il vano cilindrico era infatti suddiviso da impalcature lignee a più piani incastrate nelle buche pontaie.

Le case, prive di fo
ndamenta, sono costituite da vani unici sovrapposti, non comunicanti tra loro: sono le cellule del Ricetto. Il vano a pianoterra (caneva) è una cantina con pavimento in terra battuta, destinata al vino e alle varie operazioni connesse. L'escursione termica su base annuale varia dai 12° ai 15°. Dalla strada si accede attraverso un portale. Il vano al piano superiore (solarium) è un ambiente particolarmente secco ed asciutto, ideale per la conservazione delle granaglie. Vi si accede direttamente dalla rua tramite la lobbia (balconata in legno che poggia sulle travi di separazione tra caneva e solarium), utilizzato per essiccare granaglie. I due vani non sono in comunicazione interna per ridurre al minimo le occasioni di scambio termico.


Un po' di informazioni utili le abbiamo trovate qui: http://www.comune.candelo.bi.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/112 e poi, se volete fare come noi, potete avventurarvi alla scoperta delle Baragge, la "savana" biellese, ancora allo "stato brado" ed oggi Riserva protetta... ma non pensate di incontrare cavalieri che cavalcano senza sella oppure un Brad Pitt uscito direttamente da Vento di Passioni!!! Solo campagna, quiete e natura.
Vi pare poco? ;-)))

domenica 21 giugno 2009

I love shopping (ma non solo...)

A 15 km dal mare e a 50 dall'appennino, beatamente appollaiato in una delle colline del fermano, c'è Montegranaro, il mio paese. Destinazione piuttosto insolita : promessa mantenuta!
Forse siete già in vacanza in Adriatico, magari a San Bened
etto del Tronto (58 km) o a Porto San Giorgio (24), oppure a Civitanova Marche (15) o in una delle spiagge del litorale di Ancona (57). Bene, vi suggerisco una valida ragione per spezzare la languidezza della costa e fare un salto in collina. Inizia il "Tour degli Outlet" !
Centro Internazionale della Calzatura, oggi le nostre qua
lificate e conosciute aziende propongono la vendita al dettaglio dei prodotti (scarpe, ma anche accessori e abbigliamento). Più che altro sono concentrate nella zona industriale di Villa Luciani (ma cercate anche nei dintorni) facilmente raggiungibile dall'uscita di Civitanova Marche dell'autostrada e Montecosaro della superstrada. Tranquilli, non troverete ciminiere e fabbricati squallidi e piatti : i nostri laboratori sono come noi, movimentati proprio come chi è abituato a vivere sulle colline! Preparatevi però al trekking, salite, discese, poche indicazioni ... ma non esitate a chiedere, troverete sicuramente un paesano pronto a darvi una mano nella ricerca.
Nei mesi di giugno/luglio, se l'alternarsi delle colture vi
sarà favorevole, sarete i protagonisti di un vivace quadro di Van Gogh, i girasoli vi circonderanno e tutto quel giallo renderà la vostra visita senz'altro più ... radiosa!Io vivo immersa in questa realtà e vi assicuro che ogni volta mi stupisco ...
I palati più raffinati potranno cercare gli anacronistici artigiani che purtroppo sopravvivono in numero esiguo : nelle loro botteghe prenderanno vita calzature su misura per ogni piede, con la squisita fattura di chi ancora sapientemente fa tutto con il solo ausilio delle proprie mani e della propria esperienza .Ok, ora avete fatto grandi affari e siete pieni di sacchetti e borse. Ma c'è dell'altro, naturalmente. In questo periodo, sempre comunque dopo la prima metà di giugno (quest' anno dal 22 al 28) varrà la pena di visitare il nostro piccolo centro : c'è Veregra Street ! Veregra è il nome che Montegranaro aveva in epoca romana, da 11 anni preso in prestito da uno dei Festival degli Artisti di Strada più importanti delle Marche, che fa vivere e sprizzare di gioia per una settimana intera le vie di solito spente del centro storico. Dalla Mongolia al Kenya, dalla Francia alla Spagna , dall'Argentina al Canada, giocolieri, funamboli e saltimbanchi, teatranti e pagliacci, ballerine e musicanti si esibiranno in numerose performance. Sarete voi a scegliere tra il continuo alternarsi e sovrapporsi degli spettacoli, piccole mostre fotografiche, angoli organizzati dai nostri nuovi multietnici compaesani, bancarelle di artigianato e, perchè no, farvi sedurre da una delle tante "osterie" all'aperto (e non) che serviranno specialità marchigiane preparate da montegranaresi improvvisatisi (ma non a caso!) cuochi e camerieri. E tra un piatto di vincisgrassi e due olive ascolane, potrete aiutare la digestione ballando il saltarello marchigiano o la taranta del salento, suonati da esperti gruppi folkloristici che vi allieteranno anche fino a tardi, se vorrete. Bene, se siete interessati, http://www.veregrastreet.it/ vi illuminerà di più .














Non posso ora non nominare il vero orgoglio di questo paese di 14.000 anime : la Sutor Basket Montegranaro, che milita ai massimi livelli nella serie A. Durante il campionato la domenica pomeriggio il nostro diventa un "paese fantasma", tutti uniti al Palasavelli di Porto San Giorgio per incitare la squadra alla vittoria. Notizie aggiornate su http://www.sutorbasket.it/ .




Che altro ... basta guardarsi intorno per scoprire nei centri limitrofi piccoli borghi da visitare, sagre paesane da assaporare. C'è sempre, in estate, un palio a cui assistere o un festival jazz a cui partecipare ... ma questo fa parte della scoperta, che naturalmente lascio a voi. Sennò che gusto ci sarebbe?





Soprannomi a Montegranaro

In caste epoche che il tempo vanta
Ci fu il battesumu de Ficasanta.

Dei suoi compari questo il casato
Strozzamadonne più Tribbulato.

Odor di lillà questo quartetto
Guzzì, Spuzzì, Puzzè, Cachetto.

Seguono altri diciamoli piano
Troiò, Pasciò, Cennorò, Vaccano.

E dolce in fondo sapor di miele
Sangueamaro, Maligno, Crudele.



L'anni de la vecchia

Marì quant'anni ciai?
Non te lo saccio dì chi l'ha contati !!
Un gorbo a loro e quanno è passati!!




Stornelli di Antonio Chiurchiù, montegranarese contemporaneo.

giovedì 11 giugno 2009

Piccoli nomi

Il mio primo viaggio inizia dal nome : TARA. Una piccola, dolce ragazza nepalese conosciuta a Kathmandu nel '97. Tradotto, significa STELLA. Così mi disse lei tanti anni fa. TaraStella. Ora un portafortuna, sarà la mia seconda identità, oppure un paio di ali che ogni volta indosserò per volare ovunque, anche intorno a me. Seguite i miei, i nostri battiti d'ali ... potreste trovarli interessanti ...

mercoledì 10 giugno 2009

Piccoli viaggi

Potrei citare De Andrè: "Per la sola ragione del viaggio: viaggiare....", ma sceglierò invece di dare un'impronta precisa fin da subito. Per questo viaggio voglio ispirarmi ad una frase di Marcel Proust, La vera scoperta del viaggio non consiste nel trovare nuovi territori ma nel vedere con occhi nuovi. Questo è quello che cercheremo di fare. Andremo a caccia di angoli inusuali, ci inoltreremo su sentieri poco battuti, che sveleranno in parte i loro segreti... ma non del tutto. Perché il piacere della scoperta vogliamo lasciarlo anche a voi, se vi lascerete trascinare dai nostri racconti tanto da decidere di visitare voi stessi i luoghi di cui parliamo!
Il nostro scopo è proprio questo: farvi venire la voglia di partire! Ci muove il desiderio di condividere scorci ed emozioni.

Il frammento, secondo i Romantici tedeschi, è ciò che, restando incompiuto, più si avvicina all'infinito...
Partite con noi.